Le Chiese - parrocchia santi stefano e giacomo

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Storia e Arte
Le Chiese

Collegiata Santo Stefano - Sede della Parrocchia
La chiesa, denominata “Collegiata di S. Stefano” in Potenza Picena, già Monte Santo, altro non è che l’antica chiesa di S. Ignazio, appartenuta ai padri della Compagnia di Gesù. Anche l’annesso edificio, sulla sinistra del tempio, oggi quasi interamente adibito ad alloggio delle suore della congregazione Figlie dell’Addolorata ed in piccola parte a sagrestia e sala riunioni (congregazione degli artisti), è stato fino al 1773 – anno della soppressione della Compagnia di Gesù – il collegio dei Gesuiti di Monte Santo. La chiesa di S. Ignazio verrà elevata al tittolo di collegiata dopo il 1796 cioè quando le autorità religiose santesi, per ragioni che oggi appaiono banali e prestestuose, decidono l’ abbattimento dell’ antica Pieve di S. Stefano, chiesa “matrice” di Monte Santo, elevata a Collegiata insigne da Benedetto XIV nel 1754. Essa si ergeva al centro della piazza grande, nella parte più alta della “terra”. Di conseguenza, la Collegiata ed il Capitolo vengono trasferiti nella chiesa di S. Ignazio, la quale, da questo momento, assumerà il titolo di S. Stefano.
Parroco: Padre Michele Ardò
Vice Parroco: Padre Lorenzo Turchi

Chiesa di S. Lorenzo - Chiesa dei Padri Cappuccini
Mentre Monte Santo ( antico nome di Potenza Picena) vive un particolare momento di euforia per la vittoria riportata sulla S. Sede e sul duca Francesco d’Este – che aspirava ad ottenere in feudo la cittadina (1562)- il consiglio comunale invita i padri cappuccini ad insediarsi (1568) sul territorio santese, offrendo loro un nuovo sito per costruire il convento, sul colle che sarà chiamato, appunto, “dei Cappuccini”(oggi Colle Bianco). L’ offerta viene accolta; i lavori sono effettuati nel biennio 1571-72. La chiesa è dedicata a S. Lorenzo Martire. Agli inizi del Seicento però i frati chiedono di demolire l’intero complesso e, costruire – sembra – a poca distanza dal precedente, un nuovo convento. Non si conoscono le vere ragioni di tale iniziativa. Il secondo convento, che sussiste ancora oggi, viene realizzato tra il 1653 ed il 1657, grazie alle elargizioni dei cittadini, in una posizione che si può definire incantevole.Vissero vari anni e sono sepolti nel nostro convento, tra gli altri, il p. Michelangelo Bosdari da Ragusa (Dubrovnik), dedito all’apostolato e grande predicatore, mons. Simone Mancinforte, santese, già referendario di Segnatura presso la curia romana. Uno degli ultimi frati distintosi nella pietà è p. Gabriele Felci, il quale ha istituito nel convento un’importante Biblioteca Mariana ancora oggi esistente. Nella Chiesa, una cappellina riproduce la grotta delle apparizioni di Lourdes. Ora, nella chiesa è presente l'ordine dei Fratelli Francescani che hanno sostituito i Padri Cappuccini

Chiesa della "Madonna della Neve"
La chiesa della "Madonna della Neve" a Potenza Picena, è situata appena fuori la cinta muraria, presso Porta Marina.
La chiesa, fu probabilmente edificata tra fine XIV sec. ed inizio XV in segno di riconoscenza alla Vergine da parte della popolazione scampata a gravi crisi di peste e guerre.Conferma della datazione dell'edificazione della chiesetta è l'affresco presente al suo interno, sopra l'altare, attribuito a Pietro da Montepulciano, noto anche come Pietro da Recanati, pittore attivo nelle Marche agli inizi del sec. XV. La chiesa nelle sue forme attuali, molto probabilmente, è stata realizzata nel sec. XVII, forse nel 1663. Nel sec. XVIII viene aggiunta la loggetta all'ingresso della chiesa.
Chiesa di S. Sisto e Monastero Monache Benedettine di Santa Caterina in San Sisto
La chiesa di San Sisto, eretta dalla confraternita della “Morte ed orazione”, annessa a Palazzo Marefoschi o Massucci, fu acquistata nel 1887 dalle suore Benedettine. Insieme ad una lenta trasformazione dell’edificio in convento, inizia una nuova fase della storia delle monache, le quali, vengono denominate monache benedettine di Santa Caterina in San Sisto.
Chiesa della Madonna delle Grazie
La chiesa della Madonna delle Grazie a Potenza Picena, sita in prossimità di Porta S. Giovanni, ricopre un ruolo importante nella storia dei Potentini. La chiesa sembra sorga nel luogo dove, in origine, vi era un’edicola votiva, ampliata nel corso degli anni per volere dei fedeli. La tradizione narra che l’immagine della Madonna con il Bambino, dipinta su muro intorno al 1400, fosse dispensatrice di grazie, tanto che già nello Statuto comunale, approvato nel 1455 si fa menzione del luogo come “Via Gratiarum”. Anche molti pellegrini, diretti a Loreto, erano soliti farvi visita in segno di devozione e di riconoscenza. Molti sono gli ex Voto ancora conservati, donati dai fedeli che hanno riecevuto grazie e miracoli.
Chiesa di S. Tommaso (o delle Clarisse)
Il monastero di S. Tommaso Apostolo di Potenza Picena è uno dei più antichi insediamenti del secondo ordine francescano. Secondo la tradizione, il cenobio sarebbe stato fondato, vivente S. Chiara, da due consorelle della Santa. Il primo documento che lo riguarda infatti è una bolla, in pergamena, emessa dal pontefice Gregorio IX in data 20 ottobre 1227. La chiesa invece, è stata ricostruita tra la fine del sec. XVII e gli inizi del seguente, demolendo quasi del tutto la precedente struttura. Alle fondatrici vengono attribuite alcune tonachelle ancora oggi conservate nel luogo. Il monastero rivela un’architettura povera, in sintonia con gli ideali dell’ordine francescano, mentre all' interno della chiesa, si possono notare linee e stili barocchi risalente al periodo della ricostruzione dell'edificio.
Chiesa di San FRancesco
Piuttosto antiche appaiono le origini del convento dei Francescani Conventuali, detti di S. Francesco di Potenza Picena. Secondo la tradizione, sarebbe stato lo stesso Santo di Assisi il fondatore del monastero di Monte Santo attorno all’anno 1222-23, quando sarebbe giunto nella nostra cittadina con un gruppo di frati. Nella circostanza, riferisce la tradizione, gli abitanti, attratti dalla santità di Francesco, avrebbero donato a lui ed ai suoi confratelli alcuni “casalini”, nei pressi della chiesa di S. Nicolò, nell’area dell’attuale Pincio. Queste piccole case ed il tempio avrebbero costituito il primo nucleo del monastero. La chiesa, comunemente detta di S. Francesco, in realtà è intitolata a S. Nicolò, raffigurato nel quadro sopra l’altare maggiore. Tra i dipinti che li ornavano, un posto di rilievo meritava senz’altro un polittico su tavola di Vittore Crivelli del 1493. L’opera, della quale si conserva anche il rogito di committenza, è attualmente dispersa. Forse perduti sono anche gli affreschi realizzati dal pittore severinate Ludovico Urbani nel 1491 per la cappella di Santa Venera degli Albanesi; Restano invece nella parete delle scale che portano alla cantoria, parti di affreschi risalenti al sec. XIV, i quali, secondo alcuni studiosi, raffigurerebbero una “Visitazione”. La chiesa attuale risale alla seconda metà del sec. XVIII. L’ esterno ed il campanile, assai elevato, sembra siano stati progettati dall’architetto comasco Pietro Augustoni. L’ interno molto scenografico, è impreziosito da quattro eleganti statue che raffigurano le virtù cardinali. Da ammirare, nella chiesa, anche il coro ad intagli, opera dell’ebanista Moschetti, ed i confessionali. Oggi la chiesa è di proprietà demaniale; appartiene invece al Comune ciò che resta del convento. I suoi locali oggi ospitano la Biblioteca, l’Archivio Storico e la Pinacoteca Civica.
Chiesa di San Giacomo Maggiore
La chiesa di S. Giacomo Maggiore di Potenza Picena, nel pressi della porta Galiziano, risale alla seconda metà del secolo XIV. La costruzione e l’ officiatura della chiesa sono legate all’attività della confraternita del “Corpus Christi”, detta anche di S. Giacomo. Si tratta di un sodalizio un tempo unito alla confraternita di S. Maria Maddalena, che aveva sede presso l’omonima chiesa dei pp. Agostiniani. In data 13 novembre 1430 la curia vescovile di Fermo indirizza a Ludovico di Tommaso, priore della Confraternita di S. Maria Maddalena di Monte Santo (che è “ad servitium Dei, sanctae Mariae Virginis, sancti Jacobi ac beatae Mariae Magdalenae”), un privilegio col quale autorizza la costruzione di un “ospedale” per accogliere poveri e malati, intitolata a S. Giacomo nel borgo anzidetto. La chiesa, all’epoca, era già stata edificata, come rivela il catasto di Monte Santo del 1371. D’altro canto, secondo alcuni autori, il rosone in pietra arenaria, ancor oggi esistente sulla facciata della chiesa, risalirebbe proprio agli ultimi decenni del Trecento. L’ ospedale è gestito dalla confraternita del “Corpus Christi” o di S. Giacomo, la quale, almeno dal sec. XVI, si rende autonoma da quella di S. Maria Maddalena.  L’ ospedale, già più volte sospeso dalla curia vescovile per “scorcerti” che vi si erano verificati, viene chiuso d’ autorità nel 1765, per essersi ridotto a ricovero di malviventi, in particolare di ladri. Contemporaneamente la chiesa assume dignità di parrocchia con giurisdizione sulla parte sud-ovest della “Terra” e del suo territorio. Non cessa invece l’ attività devozionale e caritativa della confraternita, che sussiste tutt’ oggi con circa 50 aderenti. La chiesa viene ristrutturata totalmente all’ interno alla fine dell´Ottocento, assumendo connotati neo-gotici. La facciata verrà in parte rifatta nel 1943, su disegno dell’ architetto Eusebio Petetti.
Oggi la chiesa è chiusa a causa dei noti eventi del sisma del 2016
Parrocchia dei Santi Stefano e Giacomo
Piazzale S.Stefano, 138
62018 Potenza Picena (MC)
Tel. 0733 671235 Email: stegiaparrocchia@gmail.com

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